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Come vettorializzare una immagine

 

Hai scaricato un’immagine da Internet e vuoi convertirla in un file di grafica vettoriale, che può essere zoomato all’infinito senza sgranarsi o perdere qualità? Non è impossibile. Se l’immagine in questione è abbastanza “semplice” (ossia caratterizzata da tratti e forme non complesse) e non contiene moltissimi colori, Inkscape può riuscirci!

Cos’è Inkscape? Semplicemente uno dei migliori programmi gratuiti ed open source per lavorare con la grafica vettoriale, che integra anche una funzione per trasformare classiche immagini in formato JPG, BMP, ecc. in file vettoriali SVG. Se vuoi scoprire come usarlo in dettaglio, ecco qualche consiglio su come vettorializzare un’immagine con Inkscape.

Il primo passo che devi compiere è collegarti al sito Internet di Inkscape e cliccare sulla voce Windows – .exe installer per scaricare il programma sul tuo PC. A download ultimato apri, facendo doppio click su di esso, il file appena scaricato (Inkscape-0.48.1-2.exe) e, nella finestra che si apre, fai click sul pulsante OK (per confermare l’utilizzo della lingua italiana).

Adesso, clicca prima su Avanti per tre volte consecutive e poi su Installa, Avanti e Fine per terminare il processo d’installazione ed avviare Inkscape.

xvett1.jpg.pagespeed.ic.mDeMGuQ21N

Nella finestra che si apre, seleziona la voce Importa dal menu File e seleziona l’immagine JPG, BMP, ecc. che vuoi trasformare in un’immagine vettoriale. Clicca quindi sul pulsante OK (accertandoti che ci sia il segno di spunta accanto alla voce embed) e usa il mouse per spostare/ridimensionare l’immagine importata in modo da adattarla nel modo migliore al piano di lavoro.

A questo punto, devi passare alla vettorializzazione vera e propria dell’immagine. Seleziona quindi la voce Vettorizza bitmap dal menu Tracciato di Inkscape e, nella finestra che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce Colore. Aumenta di qualche punto il valore del campo Scansioni (portandolo da 8 a 12-15 o più) e clicca sul pulsante Aggiorna per visualizzare un’anteprima dell’immagine trasformata in grafica vettoriale. Se il risultato è soddisfacente clicca sul pulsante OK per applicare le modifiche e chiudi la finestra dello strumento Vettorizza bitmap.

xvett2.jpg.pagespeed.ic.JRhc1dC9Vk

Tadà! Hai appena scoperto come vettorializzare un’immagine. Adesso, non ti rimane che salvare la tua immagine in formato vettoriale (SVG) selezionando la voce Salva come dal menu File. Nella finestra che si apre, seleziona la cartella in cui intendi salvare il file, digita il nome che vuoi assegnargli nel campo Nome File e clicca sul pulsante Salva per completare l’operazione.

Puoi testare le potenzialità dei file in grafica vettoriale aprendoli con qualsiasi browser (es. Chrome o Firefox) e zoomandoli più che vuoi: rimarrai stupito dalla qualità che manterranno anche quando ingranditi all’infinito!

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Come decomprimere file ZIP sul server remoto

Una cosa molto utile per chi gestisce siti web può essere la possibilità di decomprimere file ZIP direttamente all’interno del proprio spazio FTP, cioè sul server remoto.

Questo perché un conto è trasferire via ftp un singolo file zip di TOT megabyte, mentre un’altra cosa è trasferire una miriade di piccoli file che complessivamente pesano di più. Questo può succedere nei casi in cui si voglia installare pacche ti preconfezionati tipo WordPress o Joomla, o simili.
C’è uno script PHP che permette, una volta caricato sul server, di decomprimere in remoto un determinato file ZIP.
Questo script è PclZip, ed è estremamente facile da usare!

Basta caricare il contenuto scompresso nel server, caricare il file zip, eseguire il file index, e seguire le istruzioni.
I file saranno estratti nella stessa cartella in cui si trova PclZip.

La cosa è così comoda che non voglio rischiare di perderla nel caso il sito che la ospita venga abbandonato, quindi l’ho ricopiata e l’ho messa a disposizione anche qui sul mio blog.

Istruzioni

Tramite ftp carica tutta la cartella “pclzip” nella cartella in cui vuoi che vengano estratti i file.

  1. Carica l’archivio da decomprimere nella cartella “pclzip”.
  2. Apri con il browser la pagina index.htm, scrivi il nome del file nell’apposito form e invia i dati.
    I file saranno estratti nella stessa directory in cui si trova la cartella “pclzip”
  3. A questo punto puoi cancellare l’archivio o l’intera cartella “pclzip”.

link: PclZip , PclZip (su GinSite)

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Procedura per il trasferimento di sito e posta tra server

Può capitare di dover spostare un sito web o la propria posta elettronica su un nuovo server, per diversi motivi. Potremmo aver deciso di cambiare provider; oppure – come è successo recentemente a GiBiLogic – potrebbe essere pianificato uno spostamento dei propri server in una nuova sala server, nell’ambito di un processo di miglioramento. Tuttavia, lo spostamento su un nuovo server con un nuovo indirizzo ip presenta un punto critico: la modifica del DNS. Se infatti l’attivazione e lo spegnimento di un virtual host e di un server sono nelle nostre mani, e possono quindi essere effettuati quando vogliamo, non c’è invece modo di avere una modifica istantanea della risoluzione DNS. Vediamo come si può cercare di affrontare questo problema senza perdere dati e visibilità. Senza volerci troppo addentrare nella spiegazione di come funziona il sistema di risoluzione dei nomi, possiamo dire che la modifica si propaga gradualmente nelle ore successive. In questa fase di trasferimento, può accadere che da qualche parte del mondo si acceda già al nuovo server mentre contemporaneamente altrove si accede ancora a quello vecchio. Tale tempo di propagazione è variabile, di solito si considera un tempo prudente di 48 ore, anche se la maggior parte dell’operazione si conclude entro le prime ore.

 

Spostare un sito web

Lo spostamento del sito è la parte meno complessa. Ovviamente, è necessario cooperare con chi si occupa dei contenuti: dovremo infatti avvertirli di non effettuare modifiche durante la fase di passaggio. Dopodichè possiamo bloccare provvisoriamente l’interazione da parte degli utenti (acquisti, commenti) sul vecchio sito ed effettuare una copia del sito sul nuovo server, per poi procedere alla modifica DNS. In questo modo la propagazione non ci preoccupa più: chi accede al nuovo sito può procedere con acquisti e commenti, mentre chi accede al vecchio dovrà pazientare ancora qualche momento. Noi siamo certi che il sito rimanga sempre visibile, e che i dati di interazione non vadano persi.

 

Spostare la posta elettronica

Per la posta elettronica, la situazione si complica un pochetto. Vediamo le varie opzioni.
  • Se accettiamo posta su entrambi i server, finiamo per avere un periodo di “confusione” in cui gli utenti non sanno dove trovare i propri messaggi. Nel migliore dei casi, dovremo fornire due webmail o due indirizzi pop, dicendo controllare entrambi. Alla fine del trasferimento dovremo inoltre procedere, per completezza, a riunire l’eventuale posta lasciata sul server.
  • Se smettiamo semplicemente di accettare la posta sul vecchio server e poi “giriamo” il DNS sul nuovo server, grazie al funzionamento del protocollo SMTP, la posta rimarrà in coda e dopo un certo ritardo arriverà alla fine a destinazione, senza che il mittente originale debba fare nulla.
Per l’esperienza nostra e dei nostri clienti, tuttavia, è più accettabile avere un fermo di qualche ora sul sito che sulla posta elettronica. Pertanto, abbiamo studiato un sistema più efficace, che fa uso del concetto di “MX secondario“. Tecnicamente, un MX secondario è semplicemente un secondo server pronto a ricevere la nostra posta nel caso in cui il primario non sia raggiungibile. E’ possibile infatti definire a livello di DNS diversi MX server (ovvero server di posta) per il mio dominio, ciascuno con una priorità diversa. Chiunque mi voglia mandare posta controllerà questa lista di MX server e cercherà di mandarla al primo della lista; se il primo non risponde cercherà di mandarla al secondo, e così via. Per evitare però di “disperdere” la posta tra diversi server, solitamente un MX secondario non deposita la posta localmente: non appena la riceve, la rimette in coda verso l’MX primario, consegnandola quando tale MX primario torna disponibile. L’impostazione che rende un server MX primario o secondario per un dominio è una configurazione del software di posta utilizzato, nel nostro caso Postfix. In più, con il sistema di gestione PostfixAdmin, l’opzione è facilmente configurabile come un flag da attivare o disattivare nell’apposita interfaccia web. Sfruttando questa opzione, possiamo rendere istantaneo il passaggio tra un server e un altro.

 

La procedura

Qualche giorno prima dell’operazione, creiamo il record DNS corrispondente al nuovo server MX, e impostiamo tale nuovo server com MX secondario, con l’inoltro automatico all’MX primario come spiegato sopra. Questo non comporta nessun cambiamento: la posta continuerà ad arrivare al vecchio server. Però, intanto il nuovo server “esiste” ed è raggiungibile dai DNS. Quando voglio procedere al cambio:
  • imposto il nuovo server come MX primario
  • imposto il vecchio server come MX secondario, con l’inoltro automatico
  • sposto dal vecchio al nuovo l’eventuale posta già presente nelle caselle locali.
A questo punto la posta indirizzata al mio dominio verrà rimbalzata dal vecchio al nuovo server. L’operazione è conclusa nel giro di pochi minuti. Posso poi procedere a modificare nel DNS la priorità dei due server, ma la propagazione è innocua: la posta arriva comunque sul server definitivo. Infatti:
  • chi ha già ricevuto la modifica DNS invia direttamente al nuovo server;
  • chi non ha ancora ricevuto la modifica invia la posta al vecchio server, che però – essendo MX secondario – la gira al nuovo;

 

Autore: GiBiLogic


 

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Chiavetta USB: Aggiungere icona e configuarare la funzione di AutoRun

Istruzioni per l'installazione della funzione Autorun per partizioni bloccate

1) Aprire il sistema di scrittura più utilizzato, come ad esempio Notepad.
2) Tagliare e incollare il testo che si trova di seguito riportato nel nuovo documento vuoto.

[AutoRun]
shellexecute=example.exe

.

3) Nominare il testo 'example.exe' con il nome del file di cui si vuole effettuare l’autorun inclusa la relativa estensione (come ad esempio, index.html, slideshow.ppt, portfolio.pdf, etc…) Se il nome del file contiene spazi, ad esempio presentazione azienda.ppt, per favore sostituisca gli spazi con un underscore come di seguito: presentazione_azienda.ppt

Il file su cui volete effettuare l’autorun può inoltre essere contenuto in una cartella. E’ poi possibile effettuare l’autorun di un URL.

[AutoRun]
shellexecute=http://www.ilsuoindirizzoweb.com


4) Salvare e nominare il file: Autorun.inf
5) Aggiungere il file nella memoria usb principale insieme con il file su cui si vuole effettuare l’autorun (e tutti gli altri dati).

Questo metodo Autorun funziona con i prodotti Flashbay e potrebbe non funzionare con prodotti acquistati da altri fornitori.
Per maggiori informazioni sulla funzione autorun la preghiamo di visitare la nostra pagina dedicata alla funzione autorun che fornisce anche importanti informazioni circa la compatibilità con i vari sistemi operativi.

Utilizzo di un’icona personalizzata per il drive o nome dell’icona

Quando la chiavetta USB è inserita nel computer, la può vedere come drive sotto risorse del computer. Normalmente sarà visualizzata l’icona standard di Windows, tuttavia è possibile aggiungere un’icona personalizzata (come per esempio l’icona del logo aziendale) con relativo nome sottostante. E’ sufficiente aggiungere alcune linee di codice al file autorun. Dovrà anche aggiungere il file con estensione .ico alla chiavetta USB (in questo esempio chiamato company_logo.ico).

Code:

[AutoRun]
shellexecute=example.exe
icon=company_logo.ico
label=Company Presentation


E’ possibile che il vostro dipartimento IT abbià già preparato un file .ico con il logo aziendale. Tuttavia se ne desidera creare uno nuovo, dovrà utilizzare un programma specifico per la creazione di file icona (creare un file di 16 x 16 pixel con un editor grafico standard e denominarlo con estensione .ico non funziona).

Supporto del file icona e del nome

Comando Windows 2000 Windows XP SP3 Windows Vista Windows 7 Windows 8/8.1 Mac Comando
Supporto per icona tick tick tick tick Icon=xxx.ico
Supporto per nome tick tick tick tick Label=xxx
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